... mi sono fermata per un momento.
Ho sentito fortemente di non aver piu' nulla da dire. E probabilmente e' ancora cosi'. Mi sono sembrata troppo triste, troppo dimessa e, forse, troppo ripetitiva. Ho sentito di non riuscire a dare piu' nulla, non tanto a chi legge, ma a me stessa in prima persona.
Ho aperto questo blog non per ricevere visite, per pubblicizzarlo, per farlo "crescere". Ho iniziato quest'avventura perche' ne avevo bisogno, per me, per mettere dei punti fermi. In parte e' ancora cosi'. In parte in quest'anno sono successe tante cose, dentro e fuori di me.
Mi sento cresciuta, piu' grande ... - forse - piu' forte. Chi lo sa. Lo scopriremo solo vivendo.
Ma in questi giorni ho ricevuto dei doni grandi. Ho incontrato persone "grandi". Che poi sia solo una conoscenza virtuale, un confronto fatto di cose lette e scritte, poco importa. Anzi. Forse ha il suo perche'. Perche' sicuramente ci sono alcune volte in cui leggere, poter fare solo quello ... fermarsi ... riflettere ... contribuire quindi alla riflessione scrivendo ha la sua utilita'.
Si evita di farsi trascinare dalle emozioni, mentre si scrive ci si continua a confrontare con se' stessi, ci si guarda dall'esterno, e forse a volte si incontra anche un altro "io". Un altro "se'" che magari non sapevamo esistesse.
Come si vive quest'esperienza? Mah ... non saprei. Per me, che mi sono sempre sentita una spugna assetata di nuovi orizzonti e nuovi punti di vista, e' un'esperienza non sempre brillante, ma utile.
Purtroppo la vita ci porta quasi sempre a confrontarci con i nostri punti deboli. Inutile nascondersi. E' cosi'. E prima o poi arriva sempre il momento cruciale. Bisogna scegliere. Non tanto da quale parte stare. Ma chi si vuole essere.
Io ho scelto. Non ho piu' scuse. Voglio essere la parte migliore di me, o almeno provarci. Seriamente. Costantemente.
Non so a questo punto che piega prendera' questo blog, se saro' costante nel suo aggiornamento, se i temi trattati avranno un filo conduttore o saranno, come sempre, pensieri in assoluta liberta' ... vedremo.
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La settimana che si e' appena conclusa e' stata un po' particolare.
Diciamo che pero', dovendo fare un bilancio, sono soddisfatta.
Sono soddisfatta non soltanto per quello che sono riuscita a portare a termine, personalmente e professionalmente parlando; sono contenta perche', al di la' di tante cose che vanno male in quelli che io chiamo "massimi sistemi" e che mi stanno deludendo sempre di piu', nel mio piccolo, giorno dopo giorno, ho la conferma di essere circondata da tante belle persone, da tante piccole stelle, che illuminano il mio cielo con la loro luce.
Ci illuminiamo a vicenda, ogni tanto la luce di qualcuna e' piu' fioca e non sempre si riesce a correre in soccorso reciproco, ma alla fine io so che intorno a me c'e' sempre questa rete di luce, e vivere con questa certezza nell'animo e' di gran sollievo.
Il cielo stellato e' uno spettacolo che mi ha sempre lasciata a bocca aperta ... rimanere li' in silenzio a contemplare quelli che sembrano piccoli corpi pulsanti e luminosi ... ma che in realta' sono ammassi immensi di gas e materia mi riempie di gioia!
Direi che non e' importante sapere di cosa sono fatte le stelle ... in questo momento posso dirmi felice perche' ho davvero la possibilita' di equiparare lo spettacolo che esse creano nel cielo alla mia vita, o almeno a parte di essa.
E una volta tanto, il rumore che il silenzio di un'amicizia profonda riesce ad emanare, e' un silenzio pieno di positivita' e di speranza ... speranza che non solo io possa sempre vantarmi della ricchezza che i miei amici costituiscono per me, ma anche di riuscire anche solo con un piccolo gesto a fare in modo che chi mi sfiora anche solo per un attimo si senta egli stesso cosi' ricco.
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Se quel giorno in qualche modo mi fosse stata data la possibilita’ di agire, avrei impedito quel matrimonio. Perche’ sposarsi, perche’ dare alla luce dei figli, perche’ predicare a destra e a manca l’importanza della famiglia e dell’amore cristiano, se poi una mamma sceglie di diventare madre soltanto per assicurarsi, in qualche modo, il “bastone della vecchiaia”? Non mi rassegno all’idea che un figlio possa venir considerato soltanto questo. Un figlio si ama, di un amore tutto speciale e completamente gratuito, con i suoi pregi e i suoi difetti, fin da quando ancora non esiste. Lo si ama sempre e comunque, anche quando commette degli errori, anche quando, in un momento di rabbia, dice cose che non andrebbero mai dette.
Chi di noi non ha commesso un errore, almeno una volta nella sua vita?
Anche una morte e’ stata completamente inutile. Se siamo cosi’ bravi a predicare la Risurrezione e ad infondere coraggio agli altri quando accade qualcosa lontano dal nostro contesto, a maggior ragione dobbiamo vivere secondo questi principi quando il dolore tocca noi in prima persona.
Non mi piacciono le persone che hanno la bocca sempre piena di soluzioni e di belle parole, ma poi all’atto pratico sanno fare solo le vittime, quando proprio a loro le cose non vanno come avevano programmato.
Non accetto che una persona che abbia convinto donne ad avere figli anche quando queste ultime non se la sentivano, che abbia fatto il bello e il cattivo tempo in tante famiglie per arrivare a riconciliazioni forzate e, forse, miracolose, arrivi a distruggere la sua famiglia, a tentare di mettere uno contro l’altro i suoi figli, ad allontanare tutti e tutto da se’ stessa, e nello stesso tempo a maledire la sua solitudine.
Se la scelta e’ stata quella di fuggire da un determinato contesto, un motivo ci sara’. Non e’ bello dirlo, ma di fuga si tratta. Una fuga per conservare intatte la propria dignita’, la propria capacita’ di scegliere, di poter operare delle scelte in serenita’, anche se queste stesse scelte possono risultare sbagliate.
Apologia dell’errore.
Non e’ cosi’ grave sbagliare, anzi, direi che ci sono alcuni errori che sono terapeutici, che consentono ad un uomo di fare pace con se’ stesso, di riappacificarsi con il proprio io piu’ profondo e, cosa ancora piu’ importante, di sentirsi vivo, di sentirsi UOMO.
Non so come andra’ a finire. La cosa terribile, dal mio punto di vista, e’ che non so cosa fare.
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Sono stata un po' assente ultimamente ... ma la mia vita ha subito un grosso cambiamento.
Lavoro in un posto nuovo, nuovi ritmi, nuovi orari ... tutti piu' impegnativi rispetto al passato.
Mi sono buttata a capofitto, come e' mio solito, in questa nuova avventura ... avevo bisogno di una boccata d'aria ... e l'ho avuta.
I miei nuovi colleghi sono ... mah ... come potrei descriverli??? Non lo so. Forse puo' bastare pensare che avevano scommesso che non sarei durata due settimane ...tse', non avevano ancora capito bene come io sia fatta!!!!
Ancora oggi sorrido, perche' qualcuno timidamente mi dice che finalmente inizia a sentirsi piu' a suo agio nel raccontare le solite vicende da camionisti che caratterizzano i gruppi maschili.
Dal canto mio, vi diro' ... mi sono sempre trovata meglio con gli uomini. Se dicono 'A', si puo' stare certi che 'A' e'. Non si deve temere che con 'A' intendessero "forse 'B' ma anche 'C' pero' sarebbe meglio 'D'", cosa che tra donne e' possibilissima, se non certa.
So che anche questo percorso avra', oltre a tanti aspetti positivi, anche altrettanti aspetti negativi, difficolta' che devo prepararmi a superare, anche in fretta ... Ormai ho il mio bel bagaglio di esperienza, costruite in questi anni ... e so che nulla si ottiene facilmente. Il sacrificio e' una componente immancabile di ogni piccolo passo, di ogni piccola conquista.
Va bene cosi' ... tutto sommato in questo modo la vita e' piu' vivace, piu' "degna di essere vissuta". Fino in fondo.
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